mercoledì 18 luglio 2012

Desiderio d'evasione made in Italy.

Il Sogno Americano, proverbiale, leggendario, sopravvive dopo mezzo secolo e resta fervido nell' immaginario giovanile contemporaneo.
Alimentato da figure quali il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ed il genio informatico Steve Jobs (nelle foto) e slogan quali YES WE CAN o STAY HUNGRY, STAY FOOLISH, il nuovo continente consacra e consolida una filosofia del progresso che, in un'epoca di profonda crisi ideale ed economica, sembra riconquistare giovani di tutto il mondo.








Il primo, Barack Obama, sembra aver realizzato uno dei sogni più ambiziosi, più sostenuti e maggiormente considerati utopistici della storia dell'umanità: dalle lotte di Martin Luther King e dal suo "I have a dream" (riflesso del sogno americano stesso nelle proprie connotazioni egualitarie e liberali), all'elezione di un Presidente di colore. 

Speranza dunque, uguaglianza, giustizia e libertà.


Una parola accomuna in particolare questi due giganti moderni: CHANGE.

Steve Jobs dalla sua ha rivoluzionario la moderna informatica prima ed ha ideato il marchio Apple poi. 
Cambiamento, progresso da una parte umano, sociale, dall'altra tecnologico, avveniristico.

Tali modelli di vita infondono in maniera ideale speranza, fiducia e allo stesso tempo desiderio di miglioramento e rispecchiano le esigenze di una generazione intera, votata come spinta naturale alla scoperta e al cambiamento del pianeta in cui vive.

New York, come simbolo dell'America tutta, è divenuta la città del sogno, delle infinite possibilità di realizzazione personale e lavorativa, il centro del mondo per così dire.


Si consolida così un desiderio d'evasione.. made in Italy, infatti esso si sviluppa fra i giovani di casa nostra. 
Cause? Forse una politica insoddisfacente, carenza di modelli di progresso positivo, assenza di ideali, di valori e di prospettive. Sarebbe riduttivo attribuire ogni responsabilità ad un'esponente singolo del nostro panorama politico, ma indubbiamente il sostegno dimostrato a tale personaggio (fin troppo conosciuto per aggettivare ulteriormente la sua persona) funge da spia della condizione sociale tutta.

Mi chiedo che bisogno ci sia di inseguire ancora il Sogno Americano all'estero, i modelli contemporanei prima citati non dovrebbero fare altro che incitarci a migliorare il nostro paese per renderlo moderno, vivo, pur nel rispetto delle tradizioni millenarie invidiateci dal resto del mondo. 
Viaggiare, scoprire, sognare ci arricchiscono, ma anche l'esploratore più motivato sentirà il bisogno di tornare a CASA e noi questa casa ce la dobbiamo plasmare con le nostre esperienze di vita, con il confronto con culture diverse, per far sì che il nostro paese ci rispecchi, per far sì che l'ORGOGLIO ITALIANO non si risvegli solo al fischio di inizio di una partita di calcio.


domenica 8 luglio 2012

Indie Generation



Indie Generation

Lo stile Indie nasce insieme ad un genere musicale definito alternativo, che si articola in contrapposizione con la musica commerciale "delle masse", infatti il termine Indie stesso si origina dalla contrazione di Indipendent. 

Dalle icone musicali di riferimento contemporanee, un gruppo su tutti i the Kooks  (nella foto), si diffonde uno stile nuovo... anche nell'abbigliamento. 

Un look eccentrico ma luminoso, vagamente trasandato ("che fa tanto British!") ma ricco di accessori: ecco i moderni hippy metropolitani a metà fra il gipsy e l'intellettuale.
















Profili curati, si prediligono trecce o fasce in pieno gusto hippy per i capelli, mentre gli anelli ed i bracciali sono fra gli accessori più amati, specialmente in materiali naturali (legno, pietra lunare, bronzo, cocco, oro) e dal taglio etnico. 

Borse rigorosamente in pelle ed immancabile cappello, il tocco di stravaganza che non guasta.











Ma non dobbiamo essere fanatici, o meglio, fanatiche dell'Indie per fare nostro uno stile che si adatta perfettamente alla stagione estiva, ricco coi propri dettagli preziosi, di luminosità e allo stesso tempo senso di ricercatezza. 
Come spesso succede nel campo delle tendenze e della moda uno stile che era nato per appartenere a pochi e per difendere l'indipendenza dell'individuo dal mondo della moda stesso ne è diventato esso stesso parte e addirittura "di tendenza".



collezione by Paola T


La stilista Paola Ti dedica un'intera linea di bracciali coloratissimi a tale idea Indie, un esempio low cost di quanto questo stile possa essere camaleontico nelle infinite variabili di abbinamenti. Un dettaglio in legno, un bracciale by Paola Ti ed una semplice T-shirt diventa indipendent!






Personalmente mi sono innamorata non solo dello stile Indie ma di tutto il panorama musicale che vi è alle spalle, ma non sono la sola ad esserne rimasta stregata.




Il regista Walter Salles nel proprio "On the road" dipinge la Beat Generation a tinte...Indie! Così Kristen Stewart diviene un'icona di stile indipendent anni Quaranta.



Mirscha Barton e Johnny Depp costituiscono due esempi di star amanti dell'Indie nella loro vita fuori dal set. 

Insomma alle porte di questo XXI secolo massificatore e globalizzato un tocco di anticonformismo nella formazione artistica e nel look di tutti i giorni non può essere che un incentivo a mantenersi se stessi, delle Indipendent people.




BE YOURSELF.

A Lack Of Color, Death Cab For Cutie.

mercoledì 4 luglio 2012

Modern Icons: Julia Roberts

                                     



Talento, carisma, spontaneità. In una  parola: JULIA ROBERTS.

La luminosa Julia costituisce un modello di rara autenticità nell'universo Hollywoodiano votato all'apparenza.  Da spettatori attenti l'abbiamo vista crescere e cambiare nel corso degli anni: dalla fresca ragazza di Pretty Woman, alla più matura donna di Mangia, Prega, Ama. Generazioni intere si sono innamorate del suo sorriso e di quella sua aria da "ragazza della porta accanto", ma con interpretazioni successive e più impegnate Julia è riuscita ad imporsi come artista completa.  La ricordiamo alle prese con la realizzazione della favola metropolitana più famosa di tutti i tempi in "Pretty Woman", o nella determinata ed astuta ragazza nel "Matrimonio del mio migliore amico", o ancora nell'eterna storia d'amore con l'intramontabile Richard Gere in "Se scappi, ti sposo". Una svolta nella carriera dell'attrice è però sancita dall'interpretazione di Erin Brockovich, nel dramma contemporaneo e reale di una donna, lavoratrice e madre, Julia si consacra attrice, più che sex-symbol, diventando a tutti gli effetti una leggenda del cinema. Oggi a 44 anni, Julia costituisce un modello ispiratore per registi e giovani attrici in erba, un modello pulito di talento e bellezza. Fra le più recenti interpretazioni della Roberts merita menzione il film "Mona Lisa Smile" . Oggetto di molte, troppe critiche presenta sì l'ombra invadente di un rifacimento dell'Attimo Fuggente , ma le tematiche affrontate in chiave femminile offrono nuovi spunti riflessivi alla vicenda, investendo con passione ideale la questione femminile inserita nel contesto storico americano degli anni Cinquanta. Assente la grandiosa lezione filosofica professata dal mitico prof. Keating, ma d'altronde questa è un'altra storia!!!

lunedì 2 luglio 2012

Sogno di un bambino di mezza estate


SOGNO DI UN BAMBINO DI MEZZA ESTATE
Una proiezione della mia piccola realtà quotidiana riflessa nel sogno astratto di un bambino. 
(Elaborato presentato per il progetto "Valdera ieri, oggi e domani")

SOGNO DI UN BAMBINO DI MEZZA ESTATE 
Giugno 1950,
....un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera...
Grano biondo come un mare ondeggia sotto la carezza del vento, viti nodose si avvolgono intorno alle canne, abbandonandosi in una cascata di grappoli acerbi. La campana del Duomo, con rintocchi lenti, scandisce le ore, i giorni, gli anni... Il canto delle contadine sembra fondersi nel suono del vento, mentre una bambina dalle lunghe trecce castane si dondola sull'altalena sotto la pergola d'uva agostina.
"Immagina case, immagina scuole, immagina strade- comincia il bambino- Immagina lunghi argini verdi dove passeggiare, ridere e correre . Immagina un orizzonte nuovo, un tramonto sui profili di alte pale eoliche unite ai contorni naturali degli alberi e del fiume.
Immagina una città in cui l'energia deriva dal sole e dal vento, si fonde con l'ambiente, per diventarne parte  e disegnare panorami nuovi.
 Immagina piazze e fiori, immagina giovani innamorati sussurrarsi promesse sotto l'ombra di un grande abete. Immagina opere d'arte  all'aria aperta emergere dal traffico quotidiano e vivere in mezzo alla vita di tutti.
Immagina che la Vespa appena nata possa trasformarsi in un'icona e che possa  sfrecciare ancora dopo sessant'anni di vita nelle viuzze di una città stretta alla propria identità: un raro caso in cui la moda coincide con la tradizione.
Immagina ampi giardini, come isole nel mare di asfalto. Immagina corse, risa, giochi. Immagina sorrisi bianchissimi e pelli scure,  Africa, India e Cina in un girotondo di bambini,  di profumi di pizza e cous-cous. Immagina un futuro multietnico, incontro di  uomini e colori , laboratorio di idee e di  ascolto. 
Nonno, voglio vivere in una città così: un riflesso del mondo nel piccolo spazio tra due fiumi ".
Il nonno osserva il bambino ed abbozza un sorriso, stringe quella sua mano morbida e sospira: "Il futuro è nei tuoi occhi, sta a te realizzarlo. Fai in modo che la tua città non sia solo un indirizzo su una cartolina, fai in modo che ti appartenga. Ogni vicolo, ogni scorcio, ogni piazza è tuo. Insegui il tuo sogno e costruisci la tua realtà, la tua Pontedera".