SOGNO DI UN BAMBINO DI MEZZA
ESTATE
Una proiezione della mia piccola realtà quotidiana riflessa nel sogno astratto di un bambino.
(Elaborato presentato per il progetto "Valdera ieri, oggi e domani")
SOGNO DI UN BAMBINO DI MEZZA ESTATE
Giugno 1950,
....un vecchio e un bambino si preser per mano e
andarono insieme incontro alla sera...
Grano biondo
come un mare ondeggia sotto la carezza del vento, viti nodose si avvolgono
intorno alle canne, abbandonandosi in una cascata di grappoli acerbi. La
campana del Duomo, con rintocchi lenti, scandisce le ore, i giorni, gli anni...
Il canto delle contadine sembra fondersi nel suono del vento, mentre una
bambina dalle lunghe trecce castane si dondola sull'altalena sotto la pergola
d'uva agostina.
"Immagina
case, immagina scuole, immagina strade- comincia il bambino- Immagina lunghi
argini verdi dove passeggiare, ridere e correre . Immagina un orizzonte nuovo,
un tramonto sui profili di alte pale eoliche unite ai contorni naturali degli
alberi e del fiume.
Immagina una
città in cui l'energia deriva dal sole e dal vento, si fonde con l'ambiente,
per diventarne parte e disegnare
panorami nuovi.
Immagina piazze e fiori, immagina giovani
innamorati sussurrarsi promesse sotto l'ombra di un grande abete. Immagina
opere d'arte all'aria aperta emergere
dal traffico quotidiano e vivere in mezzo alla vita di tutti.
Immagina che
la Vespa appena nata possa trasformarsi in un'icona e che possa sfrecciare ancora dopo sessant'anni di vita nelle
viuzze di una città stretta alla propria identità: un raro caso in cui la moda
coincide con la tradizione.
Immagina
ampi giardini, come isole nel mare di asfalto. Immagina corse, risa, giochi.
Immagina sorrisi bianchissimi e pelli scure, Africa, India e Cina in un girotondo di
bambini, di profumi di pizza e cous-cous.
Immagina un futuro multietnico, incontro di
uomini e colori , laboratorio di idee e di ascolto.
Nonno,
voglio vivere in una città così: un riflesso del mondo nel piccolo spazio tra
due fiumi ".
Il nonno osserva
il bambino ed abbozza un sorriso, stringe quella sua mano morbida e sospira:
"Il futuro è nei tuoi occhi, sta a te realizzarlo. Fai in modo che la tua
città non sia solo un indirizzo su una cartolina, fai in modo che ti
appartenga. Ogni vicolo, ogni scorcio, ogni piazza è tuo. Insegui il tuo sogno
e costruisci la tua realtà, la tua Pontedera".
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