LONDRA
dalle mille facce, mille sfumature, mille odori, mille accordi musicali.
Metropoli urbana, MIND THE GAP, milioni di abitanti, change, Abbey Road, Notthing Hill, "God Save the Queen", punk in conflitto col mondo. Uno scenario culturale e artistico fra i più moderni al mondo, culla di rivoluzioni industriali e sociali.
Sui suoi mattoncini rossi parzialmente macchiati di un color grigio fumo, prendono forma le opere di un artista senza dubbio anticonvenzionale, il fenomeno urbano Banksy.
Le sue creazioni si distaccano dagli angoli più anonimi dei quartieri Londinesi e attraggono lo sguardo anche del passante più superficiale. Tale fenomeno artistico "graffitico" ha poi portato l'artista a riprodurre le proprie opere negli spazi urbani di mezzo mondo.
Banksy presenta così anonimamente al passante una critica tangibile e reale delle ipocrisie della nostra epoca, toccando con intelligenza e precisione chirurgica le corde della nostra coscienza, facendoci affacciare su uno scorcio di autenticità, estranea ad un panorama urbano impersonale e caotico.
In una società in cui la massificazione avanza e l'anticonvenzionalità diviene essa stessa una moda, Banksy offre uno spunto di riflessione a noi, passeggiatori distratti della nostra vita.
Precarietà di prospettive future, inno alla pace, solitudine, innocenza del sognatore, perdita di speranza nei propri sogni, inno all'immaginazione, omosessualità fra accettazione ed emarginazione, demagogia politica, devastazione naturale, inno alla libertà di essere se stessi anche in opposizione al sistema.
Personaggi dai volti umani, reali, sembrano anch'essi i passeggeri di un viaggio lungo una vita, fotografati nei loro attimi di esistenza presente.
E' facile rispecchiarvisi, è facile individuarne una vicinanza dallo spessore umano ed è insieme facile coglierne il messaggio morale.
Ci parlano dalla loro parete fredda con parole ed immagini che ti penetrano, un flash che illumina l'indifferenza.
E' aperto ogni giudizio in merito, c'è chi considera le opere di Benksy arte e chi le sottopone a scrupoli di carattere logistico e metodologico.
Credo che la libera espressione della mente e la libera espressione di idee debba meritarsi posto in ogni angolo del nostro spazio cittadino, non parlo di graffiti volgari e banali, ma, come in questo caso, di veri capolavori moderni ancora troppo sottovalutati, veicolatori di emozioni, valori positivi ed idee!
L'unico atto veramente volgare sarebbe il considerarli illegali per poi rimpiazzarli con manifesti pubblicitari formato gigante, specchio della società ipocrita che troppo spesso scegliamo di essere.













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