giovedì 27 settembre 2012

Piccolo Principe & Co.


Profumo di un'infanzia color lavanda, corse, risa, odore di borotalco, ginocchia sbucciate, sorrisi sdentati, fantasia, innocenza, spruzzi di colore, arcobaleni.


Ognuno di noi conserva un proprio ricordo dell'infanzia, chi un colore, chi un odore, chi una sensazione.
Il brivido del salto dall'altalena in corsa, il vento sulla pelle durante una gara in bici, la caccia alle lucciole nelle fresche sere di giugno, lo scricchiolio delle foglie appena cadute in autunno, la sensazione dell'erba fresca sotto i piedi in una serata di estate, il profumo di brigidini caldi all'arrivo della fiera paesana.


L'infanzia ha poi i suoi posti, i suoi spazi, orizzonti infiniti e personali dai quali prendono forma concreta le sagome prodotte dall'immaginazione: principesse, rospi, foreste tenebrose, fate, streghe, scene di ordinaria e straordinaria vita quotidiana...
Angoli, frazioni di spazio rese speciali; il fondo del giardino dove la siepe di alloro incontra gli ultimi rami dell'abete, il perimetro sottostante la scrivania...

Senso di protezione, sicurezza, appartenenza e autenticità.

Sogno, realta', vortici di colore, parole, rime, immaginazione.
L'infanzia sono i LIBRI, i primissimi libri che si leggono, si fa esperienza per la prima volta di quell'intimo rito che e' la lettura: il lento sfogliare delle pagine, la ruvidita' della carta sotto i polpastrelli, l'odore delle pagine nuove, la magica sensazione della scoperta.
Vi sono libri che leggi forse distrattamente senza che ti lascino nulla, e poi ci sono libri che ti segnano, lasciando un prima e un dopo, e questo succede specialmente da bambini.





IL PICCOLO PRINCIPE, 
LA STELLA DI LAURA,
LA FRECCIA AZZURRA,
LA GABBIANELLA E IL GATTO,
CIPI'.




Immagini che plasmano un'ancora acerba visione della realtà, animandola di personaggi sensibili, eroi della speranza, del trionfo del bene sul male, perchè, come dice Roberto Benigni:
"Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, i bambini che i draghi esistono lo sanno già, le fiabe insegnano ai bambini che i draghi possono essere sconfitti!".

Ci sono vari livelli di immedesimazione ed interpretazione di queste fiabe più o meno moderne: c'è il livello dei bambini tramite il quale si sprigionano eserciti coloratissimi di creature dallo spessore psicologico immediato ed elementare, c'è poi il livello maturo degli adulti tramite il quale si colgono le sfumature più profonde di ogni personaggio e di ogni dinamica.
Ci sono libri da bambini che si apprezzano solo da adulti.

Un esempio su tutti è quello de "IL PICCOLO PRINCIPE":

Magnifica favola surreale alla lettura infantile, inno all'immaginazione, all'amore e all'amicizia, i valori più veri che soltanto i bambini seguono ciecamente nel loro tacito codice morale fondato sull'innocenza, ad una lettura più matura.

Troppi adulti si dimenticano di essere stati anche loro un tempo bambini e conducono un'esistenza materiale, soffocati dalle scadenze spuntano gli appuntamenti dall'agenda della vita lasciando spazi vuoti, gli spazi vuoti dell'immaginazione ormai sepolta sotto completi seriosi.
Il piccolo principe insegna a NOI, adolescenti ed adulti, a sognare, ad osservare la vita con gli occhi puri dell'ingenuità, che non perdona alcuna ipocrisia.


Il piccolo principe ci regala poi un aneddoto di vita straordinario, applicando la filosofia dell'innocenza nell'approccio profondo e reale col mondo :

L'ESSENZIALE E' INVISIBILE AGLI OCCHI.


Nessun commento:

Posta un commento