venerdì 13 marzo 2020

Siamo il miele

Sono nata nel 1994
Anno della morte di Massimo Troisi, del suicidio di Kurt Cobain, della scesa in campo di Silvio Berlusconi. 
In vita mia le guerre le ho viste solo da lontano, senza che mi toccassero davvero. Le rivoluzioni, anche. Ho conosciuto la crisi economica, la crisi dei valori, il crollo delle élite, l'allungamento della speranza di vita, i progressi della scienza, il complottismo e il populismo. Ma la guerra no. Ho sentito i racconti della guerra, i racconti di mia nonna, di bombe e solidarietà, povertà e coraggio, vita e morte. I libri di storia mi hanno aiutato a capire il mondo per come lo vedo oggi, ma niente, nessun libro, nessuna biografia, mi ha aiutato ad affrontare quello che viviamo in questo momento.
Lo stato tutela il bene comune, difende la salute pubblica, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana si sono applicate delle limitazioni così grandi. Siamo in quarantena, tutti. Divisi per nuclei familiari, obbligati all'isolamento, per difenderci da un nemico invisibile. Roba da film fantascientifico da seconda serata. Eppure è la realtà. Denunce per chi non rispetta le restrizioni, supermercati svuotati, esercizi commerciali chiusi. 
D'improvviso, ci troviamo con noi stessi, nella solitudine e nella lentezza delle cose davvero essenziali. Sospeso il ritmo di lavoro innaturale, sospese le distrazioni. 
E guardiamo il mondo dalla finestra delle nostre case, come da bambini. I palazzi di fronte sono le vele di una grande nave, e noi ci navighiamo sopra. Come diceva Lucio. Si muove la città. Anche se è vuota. Case come alveari ci tengono dentro, siamo il miele.

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